Maratona di Venezia: se non hai la Zucca non arrivi.

23/10/2016

Se non hai mai corso la maratona di Venezia ti consiglio ti pensare all'edizione 2017  anche se il sipario di questa 31^ edizione  si è chiuso solamente due giorni fa.  Pensa che dovevo correre la maratona come pacer delle 2h50 ma dopo circa 7 km un runner (esente da  colpe)  mi ha fatto lo sgambetto facendomi cadere quasi a terra:   ho avvertito una fitta al tendine, ho fatto una battuta alla Zucca ed   ho fatto ridere il gruppo,  ho cercato di mantenere l'armonia che si era creata grazie al  nostro ritmo,  ho ripreso a correre,   ma sentivo che qualcosa non funzionava più.  Tifo da stadio lungo le strade:  brividi, nonostante le oltre  80 maratone e ultra questa regina  mi carica sempre di adrenalina, mi caricano i 5000 "5" battuti ai bambini, mi caricano i sorrisi delle signore, mi caricano le band che suonano.  Pensa che purtroppo anche a metà gara sono stato talmente sfortunato che un altro runner (esente da colpe) mi ha colpito da dietro nella zona già interessata dal primo incidente, altro dolore, mi sono fermato completamente perchè ho avuto paura, ho camminato,  ho ripreso a correre ma il dolore era forte,  ho preso la  decisione immediata di scoppiare i palloncini (riferimento dei pacemaker) e proseguire camminando per conto mio. Il gruppo ormai è lontano, in bocca la lupo ragazzi. Riprendo a correre a ritmo lento, penso che mi è andata bene, al parco San Giuliano giro la maglia che riportava la scritta pacer per non dare riferimenti sbagliati  a nessuno, soffro ma sempre in maniera controllata, con 2 amici-tifosi mi fermo anche a parlare qualche secondo per spiegare quanto accaduto, ci salutiamo ridendo come pazzi, arrivo al ponte della LIbertà, Venezia ancora lontana ma "andrò a prenderla". Aiuto un runner in evidente "stato di panico" in quanto non riesce più a correre, lo invito a seguirmi ma gentilmente mi manda a quel paese e sorride, in bocca al lupo runner (!!), corro lento ma inizio a superare tanti runner quindi proprio lento non sto viaggiando, ma  non me ne importa nulla, ormai è da più di mezzora abbondante  che non guardo il gps, devo arrivare a Venezia. Entro nella città più bella del mondo e mi si ricarica la Zucca, arrivano come per incanto nuove energie, aiuto altri due runners con problemi di crampi, manca poco ragazzi, forza che siamo arrivati. Il zig zag in Piazza San Marco è qualcosa di straordinario: batto il 5 a tutti, trovo il tempo per farmi fare una foto in posa da un amico che si diverte a prendermi per le zucche in quanto, anche a causa del "giro maglia"  i miei capezzoli sono disintegrati. Ultimo chilometro dedicato per una volta tutto a me, continuo a ripetermi "bravo bravo e bravo", cosa che di norma non faccio mai perchè sono molto autocritico, ma questa volta sono davvero orgoglioso: senza la Zucca non sarei mai arrivato a Venezia dopo tutte queste splendide "disavventure".  Nessun rancore nei confronti dei ragazzi che mi hanno creato qualche problema: loro erano a Venezia per giocarsi il tempo, io ero a Venezia per fare il pacemaker e quindi ero a conoscenza dei rischi pericoli e svantaggi che si possono incontrare nel percorso, è stato un vero onore far parte di questo gruppo.

Tempo finale 2h 59' 04": una maratona che ricorderò per sempre.

Avanti tutta Zucca.