Il bello della corsa è saper anche perdere.

06/10/2016

Quello che tanti sportivi non considerano prima di una sfida, o addirittura ancora prima d'iniziare la preparazione di  una gara,  è il fatto che NON tutto potrebbe andare per il verso giusto.  Si avete capito bene, esistono tantissime variabili che potrebbero condizionare l'evoluzione della preparazione ed esistono tante probabilità che la gara possa rivelarsi un disastro (che se ne dica, anche se ci abbiamo  provato con tutta l'anima,  a mio avviso se non si porta a termine  una gara come programmato sin  dall'inizio,  è comunque una sconfitta,  sportivamente parlando ovviamente!).  Ho osservato che  sono due  pricipalmente  le  modalità di accettare queste "batoste" da parte degli atleti: come fanno in tanti (troppi purtroppo..) si molla tutto, si arriva al punto di avere la nausea solo al pensiero d'indossare un paio di scarpe e riprendere a correre, zero voglia, stanchezza cronica, invidia nei confronti degli altri che magari sono riusciti nell'impresa,   e allora s'inventano tutte le possibili storie sull'atleta in questione ( si dopa, etc etc etc...).  Altri runners invece accettano la sconfitta e ripartono da zero,  applaudendo gli avversari e  analizzando a mente lucida tutto quello che non è andato bene  per poter  preparare/affrontare meglio la  prossima sfida, sorridono, riprendono a correre subito.  

Nascono spontanee certe considerazioni:

- non siamo professionisti ma siamo amatori:  prendendo  troppo sul serio una passione si rischia (a lungo termine) di odiarla.

- le gare si programmano in base alle proprie capacità, cercare di emulare qualcuno  o addirittura improvvisare, significa non voler bene al proprio fisico.

- fossero  queste le vere sconfitte importanti della vita (una gara poditica!!!),  il mondo sarebbe una meraviglia.

- a volte manca l'umiltà: io per primo ho fallito 3 appuntamenti importanti che avevo programmato da tempo credendo di essere pronto, la mancanza di spirito competitivo e la troppa sicurezza mi hanno fatto "cedere" proprio nel momento più importante,  queste sconfitte mi hanno  riportato con la  "Zucca" per terra (ma ho ripreso il giorno dopo a correre pensando che la prossima "forse andrà meglio").

- non bisogna mai dare nulla per scontato.

- sorridiamo che stiamo "semplicemente correndo".

Buone corse a tutti.