100 km Asolo.

17/07/2016

Il programma era il seguente: come ogni anno mi sarei fermato al 50° km, ritorno con navetta e poi via a casa .. ma qualcosa nel bel mezzo della gara ha stravolto leggermente i piani!! Partenza  ore 14, non c'è il gran caldo dell'anno scorso, per lo Zucca   sarà un viaggio modalità turista perchè ultimamente sto solo correndo a sensazione senza preparare nulla, in questo periodo ho solo voglia di correre e non pensare ad altro, non m'importa  di tempi e  classifiche, l'importante è esserci e divertirmi. Cammino parecchio, corro, riprendo e fotografo con la mia ormai inseparabile Gopro, cerco d'immagazzinare sensazioni ed emozioni, colgo  stati d'animo, cerco di guardarmi dentro,   cerco di godermi il meraviglioso silenzio interrotto solo dai passi di qualche runner che mi supera,  sorride,  e se ne va.  Al 35° km circa vengo raggiunto da Cesconetto Daniele  e "combricola", poesia finita,  inizia una sorta di show: si ride, si scherza, soste lunghe ai fornitissimi ristori che valgono  il prezzo dell'iscrizione alla gara, si soffre,  ci si aiuta "sparando" qualche cavolata  cercando di distogliere  l'amico  d'avventura da brevi ed inevitabili  momenti di crisi.  Arriviamo al 50° km, mi sto divertendo troppo, decido di proseguire per i 100km: iniziamo una lenta discesa, il mio unico pensiero è quello di avvisare a casa che "avrei fatto tardi" ma non ho il cellulare con me (che Zucca!!), ci pensa Valeria la compagna di Cesco a chimare mia moglie, adesso ho la testa libera per proseguire.  Al 60° km prendo in pieno l'unico ferro sporgente dal guardrail, il gruppo scoppia a ridere, io rido meno, molto meno..,  ma non c'è "tempo per piangere", arriviamo al fornitissimo ristoro  del 60° km e ci sediamo a tavola:  uno spettacolo di festa "tra di noi", c'è chi mangia il panino e chi si accontenta di una bella tazza di caffè caldo, tantissimi runners arrivano  prendono qualcosa di   fretta e salutano, tanta stima ma non li invidio assolutamente, a noi per oggi va bene calma e serenità. Si riparte,  ma al 66°km prendo in pieno (si, ancora una bomba nel giro di 6 km!!) una buca posta sul ciglio della strada, una bella storta alla caviglia,  sfortuna immensa,   provo a correre ma fa molto male, gioco finito, meglio fermarsi.

Non mi stancherò mai di affrontare  questo tipo di avventure, non mi stancherò mai di comunicare cosa accade e a cosa penso quando corro, non mi stancherò mai di essere scarso ma felice.

La corsa è bella perchè è varia:  una volta sei primo,  una volta sei ultimo, qualche volta arrivi e qualche volta ti ritiri. Sorridere sorridere e sorridere: l'importante è sentirsi vivi dentro e crederci sempre.