Ammettere i propri limiti non equivale ad una sconfitta.

07/03/2016

Il giorno dopo una manifestazione importante (sopratutto se si tratta di una mezza maratona  o maratona) si assiste, sopratutto quando le cose non sono andate bene,  ad una vera e propria ricerca  delle "scusanti". Mi spiego meglio:  tanti runners tendono a dare la colpa ai loro insuccessi o fallimenti sportivi  a tutto (vento, percorso, salite, stanchezza, stress, mal di pancia, problemi di cuore, mangiato troppo, mangiato poco, etc etc etc..) e magari non ricercano le vere cause proprio nella loro persona, nel loro fisico, nella loro testa. Può capitare che una volta si possa sbagliare gara, facciamo anche due, mettiamoci anche la terza opportunità..ma se poi si continua a non ottenere risultati o miglioramenti, perchè non ammettere i propri limiti?

Molto  spesso  tante persone mi dicono:  "ma tu Zucca potresti ottenere  dei temponi in maratona e nella mezza,  solo che non vuoi": forse hanno ragione,  ma è anche vero che parlano i numeri, e quindi continuo a ribadire che attualmente valgo quei tempi, non cerco scusanti di nessun genere, se non riesco o riuscirò  ad ottenere risultati migliori è  perchè valgo quel determinato tempo, punto e basta. Se non voglio migliorarare il mio personal best in maratona o mezza maratona è perchè ho paura dello  stress, ed automaticamente significa che ho dei limiti di testa, nel senso che forse non riesco a sopportare certe pressioni: ammetto che  è un limite.

Con questo non voglio dire che bisogna smettere di lottare o  cercare di migliorare , quello mai, ma forse a volte è bello sorridere ed ammettere i propri limiti, che non significa essere dei perdenti, anzi, forse significa aver raggiunto un bell'equilibro con se stessi.